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Mi chiamo Silvia e sono psicologa clinica e di comunità e lo sono fin da quando ero una ragazzina, in un certo senso. Mi spiego: credo di aver deciso che sarei stata una psicologa ancora prima di sapere quale scuola superiore avrei frequentato…e così poi è stato. Non credo di aver mai avuto il minimo dubbio…tanto è vero che ho cominciato a trascorrere il tempo “ascoltando” gli altri già prima di essere maggiorenne.

Durante gli studi di psicologia “militavo” in una parrocchia facendo l’animatrice e durante l’estate accompagnavo gruppi di adolescenti in soggiorni-studio all’estero.

Appena laureata ho iniziato a lavorare in una casa-famiglia per adolescenti e contemporaneamente ho svolto il tirocinio post-lauream in una comunità psichiatrica dove poi ho lavorato per diversi anni.

Successivamente ho fatto molta esperienza in altre case-famiglia per adolescenti che accoglievano ragazzi che non potevano vivere con le loro famiglie o che dovevano scontare pene in alternativa al carcere.

Mentre proseguivo gli studi frequentando la scuola di specializzazione in terapia sistemico-relazionale ho cercato “ossigeno” in molte altre situazioni che mi permettessero di rimanere a stretto contatto con bambini, ragazzi e soprattutto le loro famiglie. Fin da subito mi sono resa conto di quanto non si possa prescindere dalle persone con cui si vive ogni giorno per aiutare e sostenere qualcuno.

L’esperienza pratica è sempre stata indispensabile per me e quindi ho voluto fare il tirocinio della scuola di specializzazione nel Centro di Aiuto al Bambino Maltrattato e alla Famiglia per poi collaborare con diversi CPA (Centri di Prima Accoglienza) per adolescenti e collaborare come ausiliaria di CTU (Consulente Tecnico d’Ufficio) del Tribunale per i Minorenni.

Mentre studiavo per diventare psicodiagnosta infantile ho cercato esperienza facendo osservazioni a scopo di ricerca in alcuni nidi.

Grazie alla mia “inquietudine” e alle diverse realtà con cui mi sono scontrata ho voluto fare esperienza anche in una comunità per utenti con doppia-diagnosi (pazienti psichiatrici e tossicodipendenti) e poi in un centro di accoglienza e collocamento per persone tossicodipendenti.

Non mi sono fatta sfuggire nemmeno il lavoro con gli anziani facendo l’operatrice in una casa vacanze.

Nella mia ricerca di tutto ciò che riguardasse bambini e adolescenti ho “sbattuto” contro i disturbi dell’apprendimento mentre scrivevo la tesi di laurea lavorando all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

 In quel periodo non sapevo quasi nulla dell’argomento e, una volta laureata, non me ne sono più interessata fino ad una decina di anni fa quando mi hanno offerto di aiutare nello studio una ragazzina dsa. Non sapendo da dove cominciare mi sono messa a studiare e così sono approdata all’AID (Associazione Italiana Dislessia), ho frequentato il loro primo corso tutor e da allora non ho fatto altro che approfondire l’argomento sia ina teoria che in pratica.

Nel frattempo lavoravo nelle scuole come assistente educativo e anche lì ho trovato “pane per i miei denti” imparando ad avere a che fare con ragazzi DSA e BES, con i loro insegnanti e genitori.

Attualmente faccio consulenze per neuropsichiatri e logopedisti, mi occupo di formazione in ambito scolastico e dell’età evolutiva, faccio sostegno psicologico per coppie e famiglie.

All’interno dell’Associazione mi occupo di formazione, presa in carico e consulenze alle famiglie e supervisioni dei tutoraggi didattici. Insomma coniugo le mie grandi passioni con il valore aggiunto del lavoro in equipe che rende il tutto decisamente più ricco e più efficace.